GASSINGRASSO in poesia

 ESCAPE='HTML'

Un gruppo di sei amici,
non molti ma comunque felici,

per combattere il globale mercato,
decidono di fare quadrato,

cercando una vita sostenibile,
certamente più vivibile.

Partendo dal consenso
che è un valore immenso,

cercano i veri contadini,
con grandi scarpe e cervelli fini,

li portano al mitico "Villaggio"
che oramai non è più un miraggio,

con feste e cene in allegria
nasce il Gas più bello che ci sia!

Adesso nessun può dire "passo"
Viva viva il GASSINGRASSO!

 ESCAPE='HTML'

Perdincibacco una cosa mi sovviene
ma la prosa la poesia et ogni altro bene
di cui le croniche delle donne fan gran vanto
son per caso smarrite in questo canto?
Dove sono le femmine che con coraggio e ardore 
due rime in croce posson scrivere col cuore?   
Attendiamo tranquilli e gai sotto le stelle
poichè ce ne faranno vedere delle belle..

 ESCAPE='HTML'

Nella terra del sommo poeta
che dall'inferno giunse in paradiso
la nostra spesa non è la sola meta
e il companatico è sempre un bel sorriso

La nostra stella splende tutti i dì
ormai son anni questo gas è nato
noi ci vediamo sempre il martedì
e a fine mese è festa a San Donato

Formaggi, carne, cereali e vini
la spesa è buona e ci dà speranza
siam nel garage come i clandestini
chissà se questo sospetti la finanza

Ma le ciambelle coi buchi non son tutte
e qualche arancia si trova andata a male
non disperate, non fate facce brutte
un bel sorriso e a tutti Buon Natale

 ESCAPE='HTML'

In una valle bellissima e inquinata
Nacque un dì da un’idea sola e sconsolata

Di un gruppetto di volenterosi
E far del bene ai contadin desiderosi

Buoni intenti avea questa cellula sociale
Per allontanar da essi ogni male

Scegliendo solo cibi sani e poi nutrienti
Ogni sorta di pan per tutti i denti

Pagando prezzi alla portata di tutti
Si facevan portar verdure e frutti

E per incrementar ai villici gli affari
Organizzaron pur mercati rari 

Ove tutti i generi di cibi si trovavan
E di artigianato pezzi non mancavan 

E senza escluder abbuffate e gozzoviglie
Si riunivan tutt’ insiem con figli e figlie

Cucinando cibi gustosi e libagioni
Assai saporiti e adatti alle stagioni

Gustando i cibi con proprie man fatti
Finivan le feste in allegria e risa da matti

Di San Donato il parroco tutto contento
Di ospitare lor nel suo convento

Paura non avea e la voglia tanta
Di mescolar profano ed acquasanta

Non nascondea piacer e si facea vanto
Di annoverar tra loro pure un Santo

Nella speranza di vedere a cena
Gesù Maria e forse Maddalena

Pur invitato lui non venne mai
Forse per evitar per sé diversi guai

Di ritrovare a tavola imbandita
Di strozzapreti pietanza non gradita

E tra benedizione e una pannocchia
Felice e tutta gaia la sua parrocchia

Ma veniam dunque ai nomi d’ aderenti
Al gruppo quasi tutti i componenti

Silvana Lore Sonia e pure Dina
Adriana Stefy Gabry e la piccina

Vanessa Sandro Paoli e pure Alberto
Santo gia detto Emmanuel di grani esperto

Simona Agata Guia e pur Elèna
Enrico e Lino per finir questa cantilena

E tra dame ed anco di messeri
Esclusi tutti i tipi troppo seri

E chi non menzionato è da quest’elenco
Non se ne faccia cruccio e sia contento

Perché la vita è poi sì tanto corta
Che d’alcuna rabbia giova tener sorta

E senza voler far tanto il gradasso
Il gruppo nome prese in GASSINGRASSO

 ESCAPE='HTML'